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ALPINISMO: ITALIANI PRIMI SUL JASEMBA 7350m, RICORDANDO BRUGGER/ANSA
(di Stefan Wallisch)
(ANSA) - BOLZANO, 23 MAG
''E' stata l'impresa piu' difficile e piu' bella della mia
carriera alpinistica. Quando abbiamo raggiunto la cima inviolata
dello Jasemba il nostro pensiero e' andato subito al mio compagno
di cordata Lois Brugger, morto su questa montagna un anno fa'',
racconta Hans
Kammerlander dopo il suo rientro al campo base a quota 5200m.
Gli altoatesini Hans Kammerlander 50 anni, e Karl Unterkircher, 37
anni, sono i primi ad aver conquistato questa cima nepalese di
7.350 metri.

''Da tre anni stavo lottando contro questa montagna, chiamata
anche "montagna di fortuna. Il terzo tentativo e' stato quello
buono'', racconta Kammerlander, raggiunto al telefono satellitare
dall'ANSA. ''Avevo moltissimo rispetto dello Jasemba - prosegue -
ma solo questa volta quando siamo arrivati nella parte piu' alta
della parete mi sono reso conto quanto difficile sia la sua
conquista''.
Hans e Karl sono partiti dal campo base martedi' scorso alle 2 di
notte. ''Prima ci sono stati 21 giorni snervanti di nevicate e
maltempo per metá dell giornata'', spiega l'altoatesino. Alle 15
ora locale, dopo tredici ore di arrampicata su altissimo livello
tecnico e molto esposto, hanno raggiunto la cima.
''Lo Jasemba ha le caratteristiche della parete nord dell'Eiger ma
e' molto piu' alto, molto piu' difficile e soprattutto si trova
oltre i 7.000 metri di quota''. Kammerlander dopo aver scalato 13
delle 14 cime che al mondo superano gli 8 mila metri e dopo essere
sceso come primo uomo dall'Everest con gli sci, negli ultimi anni
ha spostato il suo interesse sulle cime e sulle pareti inviolate
dell'Himalaya. Unterkircher vive con sua moglie Silke ed i suoi
figli Alex e Miriam a Selva di Val Gardena. Nel 2004 ha
conquistato nel giro di poche settimane l'Everest e il K2.

Il ritorno al campo base dopo la prima assoluta sarebbe pero'
quasi diventato una trappola mortale. ''A 6.100 metri sotto il
campo uno - racconta Kammerlander -,mentre noi eravamo in quota,
una valanga aveva spazzato via le corde fisse che avevamo montato
nelle scorse
settimane. Abbiamo dovuto improvvisare la nostra discesa che e'
diventata una impresa estremamente pericolosa, dovendoci Calare in
corda doppia con 2 zaino molto pesanti ed una parete
completatmente ghiacciata".
Ritornati al campo base i due altoatesini ora si godono un po' di
riposo prima di tornare in Europa. ''E' stata una giornata
stupenda, incredibile. Karl e' stato bravissimo. Questa volta la
fortuna - Jasemba in Nepalese vuol dire "montagna di fortunra" é
stata dalla nostra parte. Lo Jasemba, d'ora in poi, sara' la
montagna di Lois Brugger'', aggiunge commosso Kammerlander. (ANSA).

Mercoledì, 16.05.
I due scalatori altoatesini sono nuovamente discesi al campo base
per riposarsi ed attendere condizioni atmosferiche migliori. Le
corde fisse sono state attualmente fissate fino ad un altezza di
circa 6.700 metri. Kammerlander e Unterkircher scaleranno il
restante tratto fino al raggiungimento della vetta senza l’ausilio
della corda fissa. Allo stato attuale le condizioni meteo per
l’intero Nepal non sono affatto propizie; alla mattina il tempo e
per lo più soleggiato, il pomeriggio continua a nevicare di tanto
in tanto. Sulla montagna intanto si è posata parecchia neve e il
pericolo di slavine è aumentato. Attualmente non si prevedono
miglioramenti del meteo che potrebbero permettere la scalata della
cima. Ora si tratta di avere pazienza ed aspettare.
Lunedì, 14.05.
Oggi Karl Unterkircher e Hans Kammerlander cercheranno di
raggiungere nuovamente la base 1, mentre nei prossimi 3 giorni
proveranno ad aggiungere percorso in altezza, fissando altre corde.
Dopo questo breve periodo Karl e Hans torneranno nuovamente al
campo base per attendere condizioni meteorologiche migliori, prima
di tentare la scalata alla cima. Attualmente nevica molto sul
Jasemba. Questa circostanza non è problematica, ma piuttosto
fastidiosa. La motivazione dei due alpinisti è molto alta!
Domenica, 13.05.
Hans Kammerlander e Karl Unterkircher sono
tornati al campo base il 12.05 in seguito ad una fitta nevicata.
Prima erano riusciti a giungere la base 1 a 6.050 metri in
condizioni ottimali. I due scalatori altoatesini hanno trascorso 2
giorni e 2 notti nella base 1 per ragioni di acclimatazione. In
questi due giorni hanno anche aggiunto alcuni metri di corda fissa
alla parete.
Il
cameraman Hartmann Seeber ed il fratello di Lois Brugger, Ernst
Brugger, deceduto l’anno scorso in seguito ad un tragico incidente
su questa montagna, sono arrivati a Kathmandu sabato scorso.
Faranno una visita alla casa per orfani di Hans Kammerlander prima
di volare nuovamente a Monaco di Baviera il 17.05.
Lunedì, 07.05.
Hans Kammerlander, Ernst Brugger e Hartmann Seeber sono
arrivati sani e salvi al campo base. Tutti i partecipanti della
spedizione sono di buon umore. Sul Jasemba quest’anno si trova un
po’ più di neve dell’anno scorso e le condizioni meteorologiche
sono molto variabili. Durante il giorno il clima è per lo più
soleggiato e ventoso, ma verso sera si registra spesso una leggera
nevicata. Per domani mattina è atteso al campo base del Jasemba
anche Karl Unterkircher.
Hans Kammerlander intanto ispeziona le condizioni generali utili
per la scalata e le cordate fisse, le quali sono state fissate
alla montagna la spedizione scorsa.
Sabato,
28.04.
I tre sudtirolesi si sono incamminati da Kathmandu in
direzione Kukla. Da lì si prosegue fino all’accampamento base di
Jasemba, che si dovrebbe raggiungere in circa 4-5 giorni di
marcia.
Giovedì, 26.04.
Il 26 aprile Hans Kammerlander è arrivato a Kathmandu. Il suo
amico di vecchia data Tashi Jangbu Sherpa, il quale ha anch’egli
dovuto sbrigare per anni tutte le formalità ed i preparativi per
le spedizioni (tenda, cucina, portatori e molto altro ancora), lo
sorprende con una festa per il suo 50° compleanno, compiuto il
6.12.2006.

Purtroppo Tashi non ha potuto prendere
parte ai festeggiamenti qui in Alto Adige, ma non si è lasciato
scappare la possibilità di organizzare una festa a sorpresa con
tanto di torta di compleanno per il suo caro amico. Tashi Jangbu
Sherpa è il proprietario dell’agenzia di viaggi “Everest Trekking”
a Kathmandu (e-mail:
ettashi@mos.com.np).
Mercoledì, 25.04.
Hans Kammerlander, Ernst Brugger e Hartmann Seeber sono
partiti dall’aeroporto di Monaco per Kathmandu per la loro
prossima spedizione. Hans Kammerlander cerca nuovamente di scalare
i 7350 metri dello Jasemba Peak in Nepal.
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Il
massiccio è un richiamo per ogni scalatore. Una montagna con una
forma perfetta e bellissima. Si innalzano verso il cielo impetuose,
libere, infinite pareti ghiacciate in tutte le direzioni e verso
sud si estende un imponente pilastro di roccia che pare toccare il
cielo.
Il nome di questa misteriosa bellezza è Jasemba, 7350 metri sul
livello del mare. Il luogo è il Nepal, Himalaya, la zona dello
Solo-Khumbu, cima maestra del massiccio del Nanpai Gosum, una
propaggine del Cho Oyu di 8153 metri. Il confine del Nepal con la
Cina passa esattamente sulla cima del Jasemba.
La cima forse è stata già conquistata
dal versante cinese sul lato nord, ma molto probabilmente senza la
necessaria autorizzazione – questo è quello che sostiene l’esperta
Elizabeth Hawley di Kathmandu. Il governo nepalese ha dato
l’autorizzazione alla scalata del Jasemba solo a partire dal 2003.
Il motivo per il divieto imposto fino a questa data era la
vicinanza con la vicina frontiera cinese.
Lo sfondo storico-
culturale dietro alla cima del Jasemba è enorme. Nelle immediate
vicinanze si trova il Nangpa La. Questo altissimo passo di 5716
metri è un antichissimo passaggio dal Tibet verso il Nepal. Esso è
il più altro sentiero commerciale della catena montuosa
dell’Himalaya e viene ancora oggi usato regolarmente.
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